Quando le serie (non) vengono interrotte - I drammi di un collezionista (editoriale)

Perché i lutti vanno elaborati.

di oberon

In questi giorni mi è nato il bisogno di affrontare un argomento spinoso assieme a voi compagni di sventura.
L’antefatto: lo scorso fine settimana stavo facendo un po' di ordine tra gli scaffali della mia libreria; per la precisione (a causa dello spazio che scarseggia sempre) stavo inscatolando/mettendo da parte la roba "in forse" che non so se continuerò, le vecchie serie di cui ho riedizioni più recenti e... le serie manga interrotte.
Soprattutto non ho potuto fare a meno di notare la quantità di manga in "pausa" da tempo immemore.
 

Premetto che questa vuol solo essere un’innocente riflessione, che non ha assolutamente lo scopo di accusare questo o quell’editore; anche perché chi segue manga da svariati anni, come il sottoscritto, sa che questo di cui stiamo per parlare è un “peccato” di cui si son macchiati - in misura diversa - praticamente tutti.
Scorrendo infatti una qualsiasi lista di manga interrotti, si nota subito come ogni editore abbia i suoi piccoli o grandi scheletri nell'armadio. Non stiamo qua a dire nulla che già non si sappia, quindi.

E ce n’è un po’ per tutti i gusti:
- Serie vittime di transizioni editoriali; come Gunslinger Girl, passato da Shin Vision a D/Visual e poi acquisito da GP Manga che però non l’ha mai portato a termine;
- Intere realtà editoriali che hanno, per motivi e con modalità differenti, cessato del tutto o quasi le loro attività (come Comic Art, Play Press, Planeta De Agostini o Ronin/Kappa), con relative licenze rimaste nel limbo.
- Titoli che semplicemente son caduti nel dimenticatoio senza alcun motivo apparente.
- Serie vittime di operazioni editoriali disorientanti per il lettore, come quanto accaduto un annetto fa, quando Kodansha decise di non rinnovare i diritti delle proprie serie affidate fino a quel momento a GP Manga.
- Serie ferme addirittura al primo volume, e altre a pochissimi dal finale (argh!)
- Manga che semplicemente non si è filato nessuno.
 

Ognuno poi ha i suoi “preferiti” che rimpiange più di altri. Io ad esempio mi strappo ancora i capelli pensando ad Avanti tutta Coco!, Team Medical Dragon, Crows e Lindbergh. Ma potremmo citare anche vittime illustri come Yotsuba &!, Guru Guru, Excel Saga o Bokurano.
O ancora, in ordine sparso, tra i tanti interrotti (ufficialmente o meno) ci sono: Il violinista di Hamelin, Bakuretsu Hunter, Beshari-gurashi, D-live!!, Dance In The Vampire Bund, Darren shan, Demon King, Canta yesterday per me, Adekan, Eppur la città si muove, Flat, Gaku, Mushibugyo, Hanzo, Linebarrels of Iron, Moonlight Mile, Karneval, Devils and Realist, Momogumi Plus Senki, Honey Bitter, Monochrome Factor, Utsuho, Blood Alone, Ohana Holoholo, Raiders, e chissà quanti altri.
Poi ci sarebbero anche quei manga che han problemi in patria (si vedano Black Lagoon, Gangsta., Silver Spoon, Highschool of the Dead, Nana), ma qui è un po' un discorso a parte.

A pesare di più (sul portafogli) sono sicuramente quelle serie seguite per un bel po' di volumi. Sento ad esempio il forte bisogno di abbracciare calorosamente quegli impavidi che hanno acquistato 37 volumi di Demon King, e non hanno mai potuto finire di leggerlo nonostante sia concluso in patria.

Succede. Ma di chi è la colpa?
 

Una volta le serie si interrompevano perché vendevano poco. “Ma va?! Che osservazione arguta!” direte voi. Scontato, no?
Non proprio.
In effetti c’è da dire, riguardo le vendite, che oggi le cose sono un po' cambiate, e si danno anche per scontate e/o ci si accontenta di tirature più basse rispetto a una volta (quelle da un migliaio di copie a volume, sono tutt’altro che rare ad esempio). Ma potremmo anche star qui a parlare di costi, distribuzione, tirature, marketing ecc, però ne verrebbe fuori un’analisi anacronistica perché la verità è che oggi le situazioni più antipatiche paiono invece verificarsi anche/soprattutto per questioni interne alle case editrici che hanno a che fare con le vendite solo fino a un certo punto.
Oggi assistiamo ad un fenomeno molto particolare. Si vedono manga, spesso ottimi ed apprezzati, che cadono nel dimenticatoio senza un apparente motivo e, soprattutto, senza che ci venga data alcuna spiegazione. Una volta almeno il lettore si trovava dinnanzi al fatto compiuto, e poteva per lo meno elaborare il lutto. Oggi no.
Il risultato è un clima di prudenza (leggasi incertezza e diffidenza) generalizzato. E ciò è un male per il mercato, tutto.
 

Da lettori, l’unica cosa che possiamo fare è ovviamente cercare di tutelarci durante le nostre incursioni in fumetteria.
Ognuno ha i suoi metodi: c'è chi, prima di acquistare un nuovo manga, applica il suo infallibile algoritmo che mette in rapporto parametri come l'affidabilità dell'editore, stato in patria dell'opera, eventuale appeal sul mercato italiano, rapporto qualità/prezzo dell'edizione ecc...
C'è chi si limita sempre e soltanto all’essenziale o aspetta che una serie finisca prima di recuperarla (pratica però letale per le serie stesse e gli editori che così non vengono supportati).
C’è poi chi se ne infischia e va di pancia, comprando quello che più gli piace senza farsi troppe paranoie.
Ma la verità è che per quante contromisure preventive possiamo adottare, incappare in qualche episodio spiacevole è sempre possibile.

Voi quindi come vi regolate prima di iniziare eventualmente una nuova serie manga?
E qual è la serie interrotta che più "vi brucia"?

Io intanto torno a impacchettare con malinconia i miei manga interrotti, o forse no.

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